INSEGNA PROVVISORIA

"Vigoroso" - SegnoCinema

lunedì, 10 marzo 2008
E nonostante le bombe alla televisione

Devo per forza formulare alcune osserrvazioni e alcune domande su REDACTED di Brian DePalma, ben conscio del fatto che riceverò in cambio solo disprezzo.

1) La questione del linguaggio. La frammentarietà delle fonti audiovisive, la verità spezzettata in mille soggettività dalle diverse frame rate, il punto di vista degli uni e degli altri, la guerra raccontata coi mezzi del duemila. Era questo l'intento? A me è sembrato, ahimè, che questa frammentarietà, questo disorientamento, questa plurivocità, non ci fossero affatto. Il film è coerentissimo, lineare, persino canonico nella sua struttura. L'unica novità è che, anziché girare una sequenza in modo tradizionale, la si inquadra da una presunta telecamera di sorveglianza, o la si fa vedere su YouTube. Ma non c'è MAI una sequenza che non sia funzionale a un classicissimo sviluppo della storia. Il punto di vista è unico e chiarissimo. Se DePalma voleva restituire i brandelli di verità diverse, è un fallimento. Se voleva offrirci il suo punto di vista mascherandosi da Rashomon dei media digitali, allora siamo tutt'al più al livello di un giochetto interessante.

1b) La questione del realismo. Dialoghi, recitazione, atteggiamenti, sono talmente antirealistici da essere in stridente contrasto con le modalità di ripresa. Ancora una volta, il linguaggio è una superficie che nasconde un film tradizionale. Se si ricercava realismo e spontaneità, si affonda tragicamente in una messa in scena assolutamente controllata, in dialoghi che non tentano nemmeno di non apparire scritti e provati. Se non si ricercava il realismo, non ho capito il senso dell'operazione.

2) La questione del lettore disattento. Molti lettori non saranno arrivati fino a questo punto, respinti da tematiche pedanti e pedantemente espresse riguardanti un film che non hanno visto. Bè, fanculo, lettori disattenti. Vi siete persi me che dico un sacco di parolacce nel punto 2. Eccole: culo, palle, mutandoni, sessantanove, peli su tutto il corpo.

3) La questione politica, che è forse la meno importante. Al di là della presunta frammentazione delle verità, nessuno può negare che l'opinione politica dietro al film sia una e una sola. Anche se i sand niggers decapitano il soldato innocente, non c'è equidistanza che tenga: la guerra è brutta. O amici, o americani, o compatrioti, qui i bambini muoiono, e dobbiamo andarcene da questo paese. Se non credete a queste riprese digitali finto-vere, crediate a queste foto di bambini morti con sottofondo di Puccini, una roba che sembrerebbe bassa retorica persino a Michael Moore. (E concludiamo il film con un'immagine digitalissima della ragazza bruciata, finta ma vera, capite? Tra le foto vere c'è questa che è finta, perché la verità del digitale e la finzione del digitale si mescolano e frammentano il reale. Ma la verità vera è che l'immagine finale fa schifo proprio tanto). Come discorso politico, insomma, siamo al solito doverosissimo e giustissimo appello civile applaudito da chi è già d'accordo e ignorato da tutti gli altri.

4) Riassumendo. Redacted è un film contro la guerra che usa a scopo emblematico un drammatico episodio bellico. La narrazione è lineare, il punto di vista univoco. Non ci ho visto radicali innovazioni di linguaggio, a meno che non si gridi al miracolo perché si inquadra un file avi anziché usare la macchina da presa come fanno tutti i cristiani. Per di più, il film non è privo di facile retorica e di un didascalismo assoluto, che pervade non solo il volutamente didascalico "finto film francese", ma anche e soprattutto -a riprova dell'uniformità del film- i discorsi finto-amatoriali dei soldati, che parlano come in un dibattito e arrivano persino a recitare la frase pubblicitaria del film "La prima vittima di guerra è la verità". È come se in Alien, quando John Hurt muore sbuzzato dall'alieno, Ripley gli dicesse "È inutile che fai casino, nello spazio nessuno può sentirti urlare".

5) Parliamone. Questa è la mia opinione. Sarei curioso di sentire il parere di chi ha visto il film. Questo antirealismo ha una motivazione che mi sfugge? Le mie critiche sono frutto di una visione affrettata? Sono scemo io? Fatemi sapere.

Un altro colpo da maestro di quel geniaccio di ohdaesu alle 15:17 | link | commenti (32)


Commenti
#1   10 Marzo 2008 - 15:32
 
Pier Maria mi diceva le stesse identiche cose dopo la visione veneziana...Urge una (re)visione da parte mia, perchè, a caldo, fui fra coloro che gridarono al capolavoro
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#2   10 Marzo 2008 - 15:54
 
2) La questione del lettore disattento

touchée.
utente anonimo

#3   10 Marzo 2008 - 16:50
 
ma è già uscito in sala?
utente anonimo

#4   10 Marzo 2008 - 17:17
 
No, anzi: se non sbaglio il Contenebbia parlava di un'uscita tra qualche mese su SKY anziché al cinema...
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#5   10 Marzo 2008 - 17:35
 
il film esce direttamente su Sky (vergogna).
Quando lo vedrò ti saprò dire se le perplessità suscitate dalla visione da parte di amici saranno confermate.
Un saluto.
Souffle (sloggato)
utente anonimo

#6   10 Marzo 2008 - 18:09
 
Guarda se mai ne scriverò linko direttamente la tua recensione...
L'unica differenza è che io ho apprezzato maggiormente il discorso linguistico al punto 1: ho trovato interessante l'idea di base di mostrare la guerra come siamo abituati a vederla su YouTube... anche se non ci sono radicali innovazioni.
Sul resto concordo in pieno...


Chimy
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#7   10 Marzo 2008 - 22:24
 
In sostanza il film mi lasciò totalmente indifferente. E più la gente tentava di inculcarmi "capolavoro!" più io spulciavo il mio macaco immaginario.

Il Beatcippe
utente anonimo

#8   11 Marzo 2008 - 00:29
 
ahia. ho letto troppe frasi che mi fanno preoccupare...
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#9   11 Marzo 2008 - 00:47
 
Fatemi capire. Improvvisamente questo film così lodato e sospirato è diventato un merda sopravvalutata?
Non l'ho ancora visto però credo che l'antirealismo sia depalmiano in tutto e per tutto.
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#10   11 Marzo 2008 - 01:38
 
Sono sorpreso quanto te di leggere così tanti commenti concordi con me, soprattutto quello dell'illustre Bocchi.
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#11   11 Marzo 2008 - 02:02
 
un buuuu per tutti.

1a+b. guarda caso de palma ha SEMPRE costruito così i suoi film, mascherando classicità e sperimentalismo.
e comunque sono convinto che la riflessione del film sia sulla manipolazione delle immagini (e quindi ritorniamo anche alla recitazione antirealista).
Magari (ri)guardati le due sorelle e omicidio a luci rosse imho.

2. shitting dick nipples

3. si, sicuramente è la meno importante. almeno se la consideriamo dal punto di vista dell'impegno.
Chi ha visto nelle immagini dei bambini morti una retorica degna di moore imho ha preso una cantonata. De Palma ci invita a riflettere sul senso delle immagini e sulla manipolazione di quelle (che è per forza di cose retorica e stucchevole) non sui bambini morti.

4. il finto film francese è più francese di qualsiasi film francese.
l'unico punto accettabile della tua critica è l'accusa di didascalismo. che comunque per me era giustificato (e tutt'altro che fastidioso imho) dallo spessore teorico e formale.

5. imho non ci hai capito un cazzo di redacted.
utente anonimo

#12   11 Marzo 2008 - 02:32
 
Il film non l'ho visto quindi parlo a vanvera, ma il punto 5 di infamous assomiglia ad una verità a priori.

If(author(x)="david lynch") then ohdaesu="right", ELSE ohdaesu="wrong"
utente anonimo

#13   11 Marzo 2008 - 10:17
 
Non ho visto il film (e visto che non esce in sala penso che non lo vedrò proprio). Però, hmm, la poetica di De Palma è stata sempre quella dell'illusione e dell'inganno del reale, in tutti i suoi filmss, quindi la questione 1b direi che non ha molto senso...

Ciaoo Rob
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#14   11 Marzo 2008 - 12:10
 
io sono con murda, ma senza quel livore un po' smargiasso, e soprattutto senza alcuna voglia di argomentare. ^^
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#15   11 Marzo 2008 - 12:51
 
Murda: Quindi il tema è la manipolazione delle immagini? Cioè il modo in cui le immagini vengono manipolate a vantaggio di chi le manipola? Quindi in questo film si usano immagini finto-vere ma in realtà manipolate (e piuttosto evidentemente) dal regista per sostenere una causa precisa al di là della parvenza di "presa diretta"?
Quindi l'antirealismo è finalizzato a farci capire che in realtà quella non è verità ma manipolazione? È questo che vuoi dire? È questo che avresti detto se tu avessi saputo usare l'italiano scritto? Spiegati ammodo, rappuso, che io se voglio vengo lì e ti scrivo LAVATI col dito sulla fronte
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#16   11 Marzo 2008 - 13:31
 
esatto, proprio quello volevo dire, ma soprattutto De Palma ci dice che non dobbiamo fidarci delle immagini, mettendoci in mostra con vari registri (stili?) la mistificazione di un avvenimento storico (un documento cartaceo c'è, ma è inservibile per le pecette e la ricerca della verità attraverso le immagini è fallimentare). Tutto questo rimanendo in qualche modo (come hai detto giustamente tu) un legame diretto con la classicità.
a me tutto questo non sembra poco.

Perdona l'italiano, ho scritto il commento che stavo giocando a world of warcraft ed ero in pausa fra un boss e l'altro.

Murda on superman dat hoe mode
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#17   11 Marzo 2008 - 14:28
 
la faccenda si fa ancora più interessante.
Specie se pensiamo che l'operazione di redacted la si fa continuamente.
Magari per scopi diversi (vendere un prodotto, assicurare della bontà di un sito, frenare la propria "sboccatagine").

De Palma così ci dice che non dobbiamo fidarci delle immagini.
E quando mai lo abbiamo fatto?

E sopratutto non ci fidiamo delle sue di immagini....

L'operazione oggetto di Redacted, si fa continuamente, e per gli scopi più diversi.

Ed è un tipo di operazione cui non mi pare sfugga lo stesso regista, come è stato detto.

E fin qui va benissimo.
Però poi ci si domanda: lo scopo è veramente dirci: non fidatevi dell'immagine?
E se è questo, perchè mi devo fidare di quello che mi dice De Palma?
Solo perchè lo sento come "giusto"?

Insomma, subentra il famigerato "messaggio".
Ed è qui che la coerenza della redaction di De Palma forse si palesa nel senso detto da Ohdesu.
Coerenza del lavoro tutto in funzione di uno scopo.

Ovvero: quella guerra (non LA guerra, ma quella guerra - interessante il paragone fatto dal regista con il suo precedente Vittime di guerra) è orrenda e ingiusta.

Ok, non mi fido dei Tg e della Cia.
Perchè mai allora mi devo fidare di te, o De Palma, sommo manipolatore di immagini?

Insomma, a me pare - poi vedrò se la visione del film conferma o meno - che si corra il rischio di usare gli stessi strumenti che si vuole combattere, per fare passare senza possibilità di scelta, una idea (la guerra è ingiusta e brutta) che però è valida quanto il suo opposto (la guerra è giusta e bella).

L'operazione solleva più di una ambiguità e rischia di giocare con essa e con lo spettatore.
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#18   11 Marzo 2008 - 15:23
 
@souffle non hai visto il film STFU.

e comunque de palma ti dice esattamente di non fidarti di lui mentre guardi il film, oppure vuole davvero commuoverti mettendo bambini morti veri in mezzo alla finzione e soldati tornati in patria che piangono.
Ma da uno come de palma che ha sempre riflettuto sulla natura delle immagini e sulla (loro) manipolazione e che certamente uno stupido non è mi sembra da niubbi sostenere che il sens del film sia "la guerra è brutta".
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#19   11 Marzo 2008 - 17:00
 
STFU?

niubbi è molto bello come termine, suppongo non si riferisca a nulla di piacevole. :)

Quindi De Palma mi dice di "non fidarmi di lui oppure di commuovermi per bambini morti e soldati che piangono".

Guarda siamo d'accordo sul fatto che De Palma rifletta sulla natura delle immagini come ha sempre fatto. Benissimo su tutto il discorso di "non fidarsi dell'immagine".

Il rischio è quando si usa come oggetto della propria riflessione una guerra appena finita (o ancora in corso?).

Tanto che la stampa specializzata e non ha parlato di un film "contro la guerra in Iraq", di un film "politico" di un film censurato in Italia perchè "politico" e allo stesso De Palma che ha esplicitamente citato il suo Vittime di guerra.

Ma non si parlava di una riflessione sulla falsità dell'immagine da Orson Welles a oggi? Che c'entra la guerra? :)

Per me il discorso poi è più complesso e più interessante.

Nel momento in cui tu parli di "mistificazione di un avvenimento storico" di chi parli?
Della mistificazione dell'informazione (quella militare e quella "civile") o della mistificazione operata dallo stesso De Palma?

E qui il regista rischia di farsi male.

A mio parere la questione "politica" è importante.
Importante se prende la mano al film, se ne mangia gli intenti "altri".

Se non è la guerra (brutta) l'oggetto del film ma la manipolazione dell'immagine, la sua alterazione (si suppone a qualche scopo propagandistico, non per vezzi estetici del Pentagono), è un po' rischioso usare l'argomento "guerra" non pensando alle ricadute "politiche" dell'oggetto.

La questione politica è talmente importante che alla fine saltano fuori le immagini (vere? ce lo dice la didascalia! Ma ci crediamo? E qui si apre una voragine...) di soldati morti su coinvolgenti note operistiche che devono farci alzare in piedi con la mano sul cuore.
Un niubbo penserebbe sia retorica.
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#20   11 Marzo 2008 - 17:03
 
mi sembra chiaro che non potrò essere d'accordo con quanto hai scritto ^^
cercherò di vederlo a breve
h.
utente anonimo

#21   11 Marzo 2008 - 17:41
 
@Honeyboy, e anche @Murda: ma questo post non è una delle mie solite prese di posizione, è una serie di impressioni e una richiesta di dialogo. È proprio un: "probabile che non abbia capito, ditemi le vostre ragioni!".

@Murda, e anche @Souffle: se si accetta l'idea di Murda, allora DePalma sta dicendo di non fidarsi nemmeno delle sue stesse immagini, proprio perché le spaccia per vere ma in realtà sono finte, messe in scena.
Comunque io non sto dicendo che il succo del film è "la guerra è brutta", bensì che è "al giorno d'oggi la verità non è mai conoscibile e si disgrega", solo che secondo me è un discorso che gli è venuto male.
Però l'interpretazione di Murda getta nuova luce. Mi serve un chiarimento: la manipolazione è effettuata solo mediante la giustapposizione "caotica" di diversi formati video, o avviene anche ALL'INTERNO dei singoli segmenti? Cioè si starebbe facendo una sorta di doppio salto mortale sulla rappresentazione al cinema di formati pseudo-realistici che in realtà sono comunque messi in scena? Non so. A parte il fatto che (1) mi pare la solita giustificazione del "non sono difettyi, p tutto voluto", e poi (2) così facendo non perde forza il discorso politico? Oppure l'intento è proprio quello di farci DUBITARE della veridicità dell'episodio mediante una ricostruzione palesemente artefatta? E se sì, perché? Perché la verità è inconoscibile?
Ma allora dov'è che il film sarebbe didascalico, se c'è questa ambiguità di fondo? È didascalico per finta?
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#22   11 Marzo 2008 - 17:49
 
@souffle stfu? niubbo? noob? STFW!

ancora non capisco se il film lo hai visto o nei hai letto già tutto, da quello che scrivi non si capisce.

cmq cercherò di risponderti lo stesso.

non poteva essere contestualizzato altrimenti il film. Questa guerra è stata un nuovo modo di vedere la guerra, non più bombardamenti agli infrarossi e campi lunghi da prima guerra del golfo, con relativa monopolizzazione delle immagini ad uso e consumo dei network. Ma una visibiltà diffusa e sfuggevole, frammentata, che è diventata ancora più complessa, più retorica e molto più difficile da decifrare.
De Palma ce la mostra, le immagini che crea sono retoriche, ma il suo discorso non lo è affatto, anzi, è quanto di più neutro ci possa essere imho.

la stampa e l'autore possono scrivere quello che vogliono, i don't care.
Certo, c'è la politica, c'è la critica alla guerra, ma non è quello il punto imho. Se poi uno ci vede solo quello il problema è suo, non del film.

l'evento storico è lo stupro della ragazza di 14 anni (non mi ricordo se era proprio quella l'età, cmq era nell'età pedobear approved).

la cattiva retorica, la mistificazione, sta nelle immagini proposte da de palma, non nel film. e la grandezza nel film sta proprio nell'averlo fatto a caldo, sul campo di battaglie, con i tipi di immagine "nuovi" e meno nuovi, sfruttando proprio per ogni medium la retorica (bassa o alta che sia) di cui si servono.
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#23   11 Marzo 2008 - 18:06
 
@daesu che feekata, era da un po' che non provavo questo piacere nel dibattere di un film.

stop ai ricreativo principia a avviassi i culturaleeeeeeeee

Spero di averti parzialmente risposto con il mio commento precedente.

No, credo che De Palma arrivi a tanto: di mettere un filmato finto che però sembra vero che però in realtà è stato creato ad hoc per sembrare finto (mi sono perso).

E comunque torno a ripetere che non è per quello che ci dice (dai, quando mai De Palma ci ha detto delle cose come Antonioni, anche se gli sarebbe garbato) che in linea di massima sono d'accordo con "al giorno d'oggi la verità è mai conoscibile e si disgrega", che non sarebbe certo una cosa nuova e per cui non meriterebbe certo tutto questo mio fervore, ma è il come ce lo dice, per lo stile che usa, per il coraggio sperimentale che ha, per l'incredibile ricchezza formale e per la capacità (battendo tutti i vari autori e autorelli sul tempo) di adattarsi alle nuove forme dell'immagine.

Il didascalismo è nell'insistenza di mostrarci, di farci vedere, la sostanziale buffonaggine con la quale si presentano le immagini di guerra, quelle che vorrebbero documentare un qualcosa ma che finiscono sempre per essere un punto di vista ingenuo, ideologico, interessato...
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#24   11 Marzo 2008 - 21:22
 
Mah, ci penso un po' su.
Lo stile però mi continua a sembrare meno sperimentale e coraggioso di quello che dici te.

Nessun altro che dica la sua? Il Conte, Kekko? Gente che l'ha visto?
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#25   12 Marzo 2008 - 10:25
 
@murda: ti confermo di non avere ancora visto il film, per cui ne parlavo come ne può parlare un quotidianista a caso.

Riflettevo semplicemente basandomi sulle impressioni molto ben motivate di Ohdaesu che mi convincono assai, per vari motivi, perchè conosco De Palma, perchè Omicidio in diretta non mi è piaciuto per nulla (e so quasi per certo che chi ha adorato questo film adorerà Redacted e viceversa).
Inoltre le stesse cose di Ohdaesu le dicevano altri "cinefili bocchiani"TM.

Ti dirò: nemmeno a me interessa quello che dice l'autore di una sedia, né l'ufficio marketing del produttore di sedie, tanto io mi siedo come pare a me.
Anzi generalmente gli autori di sedie dovrebbero limitarsi a farle senza aprire bocca, che fanno solo danni.

AMMP è bello discutere di film, specie se non li si è visti. Per poi tornarci su dopo.
Certo il contributo di chi il film lo ha visto sarebbe decisamente più prezioso del mio, che non condivido assolutamente. Anche perchè non lo ho scritto io ma qualcuno che è entrato con la mia password e ha abusato di me e del mio avatar.

UAAT
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#26   12 Marzo 2008 - 19:34
 
@souffle quale fra questi ?
http://www.acronymfinder.com/af-query.asp?acronym=AMMP
utente anonimo

#27   13 Marzo 2008 - 03:26
 
Visto ieri: non merita grandi discussioni sull'intento filmico o metafilmico del regista. Mi è piaciuto di più REC, è tutto dire.
utente anonimo

#28   13 Marzo 2008 - 10:12
 
@murda: mi trovo per forza di cose a dovere scegliere "American Memory Motion Pictures" ma anche molti degli altri proposti erano interessanti.

Alla fine però preferisco A Mio Modesto Parere.
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#29   13 Marzo 2008 - 12:20
 
Gokachu: questo non confuta almeno in parte la tua formula scientifica per cui io non capisco un cazzo? E REC l'hai visto al cinema?
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#30   13 Marzo 2008 - 12:47
 
io l'ho visto!
utente anonimo

#31   15 Marzo 2008 - 01:19
 
Non so se confuti la formula "scientifica" (è più un istruzione in C), ma secondo me a profonderti in analisi su questo testo sbagli. Comunque come per tutte le formule scientifiche basta un solo controesempio e vanno cambiate, e siccome la formula si rivela falsa per author(x)="louis nero"...


RC l'ho visto ahimé sul piccolos chermo, però confortato dal castigliano parlato da tutti gli attori (che abiano a Barcellona ma non parlano mai catalano, solo castigliano e per di più con un ottimo accento. Meglio così).
utente anonimo

#32   18 Marzo 2008 - 03:03
 
arrivo tardi compagno direttore, ma per l'occasione rispolvero il post che scrissi molti lustri or sono, si perchè IO CI ANDAI A VENEZIA E VOI NO; gnegnegne

18:30 REDACTED (Palamala) VENEZIA 64

Questo è il film che volevo vedere sull'Iraq. A differenza del precedente mi aspettavo il peggio: le ultime performance di DePalma sono state almeno e dico almeno discutibili, di una loffiaggine infinita, senza tiro e senza personalità. Ed eccoti spuntare Redacted. Bellissimo, un pugno nella bocca dello stomaco che ti lascia senza fiato e ti rovina tutta la restante serata. Intendiamoci, non dice nulla che anche un bambino cieco sordo muto e rassegnato già sà. Non ridefinisce (o forse si?) un genere, quello dei Mockumentary che ha trovato ampio spazio nelle programmazioni delle sale negli ultimi tempi. Eppure anche le scelte stilistiche si dimostrano azzeccatissime, dove in un'altro contesto le avremmo sentite artefatte e spocchiose qui sono commoventi, le uniche possibili per esplorare un nuovo livello di comprensione. La scena finale è un delirio di rabbia, una rabbia che rimane irrisolta e che il protagonista porterà dentro di sè, insieme alla follia, per tutta la vita. Questo film non le manda a dire, te le spara in faccia velocemente e tu non hai nemmeno il tempo di nasconderti dietro la poltrona o di chiudere gli occhi. C'è una specie di documentario in mezzo sui posti di blocco che tocca dei vertici poetici che non si possono nemmeno pretendere da un documentario di quel genere. Ho una paura folle che questo film venga censurato per la grande distribuzione, non è affatto tenero con gli USA (mi riferisco anche al pezzo che ci mostra su YOUTUBE, fra le altre cose), non fa sconti a nessuno. DePalma ha mostrato i denti e le palle, è brutale. Ma soprattutto coraggioso. Buon viaggio all'inferno, con la consapevolezza che non c'è ritorno, nemmeno per chi sopravvive e si ricongiunge ai suoi cari. E' la guerra, mi ha preso sottobraccio e mi ha accompagnato all'uscita della sala e non voleva abbandonarmi. Per fortuna il film che ho visto dopo era brutto, e mi ha un pò distratto.

si, forse la scrissi sull'onda dell'entusiasmo ma in parte è ancora vero. Lo dovrei rivedere forse o forse no.
cheers
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente DrDoGood

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