Vi prego di dare uno sguardo a questo link: si tratta di una delle poche ONG italiane autorizzate a operare in Myanmar, e sta raccogliendo fondi per portare aiuti alle zone colpite dal ciclone. Ci sono diverse modalità di pagamento, anche online con carta di credito o Paypal, e la cosa importante è che i soldi non vanno al governo birmano, che sappiamo essere un po' mascalzoncello e briccone, uno di quei governi che non esiterebbero a intascare euro dicendo che serviranno a comprare il lesso per fare il brodo, e invece poi escono e ci si comprano le sigarette per sé. I vostri soldi non finiranno in sigarette e birra Mandalay per un drappello di corrotti militari, oh no, i vostri soldi e i miei andranno direttamente a ItaliaAiuta che comprerà beni di prima necessità in zone limitrofe a quelle colpite e li distribuirà ai bisognosi, che sono tanti e tutti adorabili, di bellissimo aspetto, con i fiori tra i capelli, dolci sorrisi e culi sodissimi. L'offerta è ovviamente libera, proprio come per il CD dei Radiohead: it's up to you, ed è anche molto più utile e urgente mandare danaro a una popolazione gentile e disperata che non elemosinare spiccioli a cinque fighetti col ciuffettone in cambio di un manciata di sviolinate electrorock. Inoltre, avete mai visto un birmano rendersi ridicolo suonando al ballo scolastico di Harry Potter? No! E sapete perché? Perché nessun birmano l'ha mai fatto! Erano tutti troppo impegnati a farsi vessare dal governo e a veder volare via i tetti di lamiera delle proprie case per poter anche solo pensare di ficcare la testa nelle bocce di vetro o di farsi inseguire dalle auto in fiamme. Eppure, sapeste, vivono in un Paese che è molto più bello di In Rainbows, e a tratti persino più mozzafiato di OK Computer (che per me rimane il migliore; se preferite Kid A siete dei poser).
Quindi, se l'anno scorso amavate sfoggiare magliette rosse in segno di solidarietà ai monaci birmani -sì, vi ricordate? quei tizi pelati col pareo che sono stati sui giornali per sei minuti, prima che ricadessero in un oblio dal quale sono usciti solo perché gli è volato via il tempio da sotto il culo, con rispetto parlando- vi prego di dimostrare che non era solo fuffa per fare i fighi con le sedicenni no global: fate un'offerta, o almeno diffondete il link.
E chi non dona è Hitler.
[Update]: chi non si fidasse di ONG italiane pizza mandolino baffonero, può comunque donare il proprio contributo a DirectRelief, stimatissima & efficientissima organizzazione internazionale. Qui il sito ufficiale, qui direttamente la pagina delle donazioni. Giuro che è DirectRelief e non il mio account PayPal. Chi non dona è Pol Pot.
Se me lo concedete, inizierei col dire che À L'INTÉRIEUR di due francesi mi ha fatto abbastanza cacare; probabilmente son io, che ho questo innato vizio di non capire dove stia la grandezza nel limitarsi a spingere sempre e solo sul pedale delle budella. Tant'è che il film inizia pure bene, i due tipi sanno girare, e il personaggio di Béatrice Dalle è davvero inquietante e impalpabile finché non entra in azione (e c'è una scena stranissima e assai spaventosa in cui la presenza della matta aleggia dietro la protagonista che telefona). Poi basta: si parte col gore e, come sempre in questi casi, si parte anche con il ridicolo e le peggio implausibilità telefonate alla cazzo, e tanti saluti alla mia partecipazione. Sì, c'è un'attenzione morbosa e non comune verso la ciccia. Embè? Gli ammazzamenti sono poco di nuovo, spesso accantonati in fretta senza fantasia -dio, quelle forbiciatine in faccia al redattore con sottofondo di rutti electronoise, nemmeno nel Cartaio! La matta si becca qualche scapaccione ogni sei sette minuti, corre in cucina e poi ricomincia, l'eroina ha il suo stonatissimo momento di sguardo vendicativo, e tutti pisciano sangue e disgrazie traumatizzanti a carrettate di tale svergognata mole che l'unica cosa che mi è venuta in mente è Sam Peckinpah's Salad Days. E c'è pure l'ipocrisia, nell'ultimo squartamento, di fare il vedo/non vedo dietro le spalle della Dalle. Un gradino sopra Aja, vari gradini sotto la mia soglia del gradimento.
Il mio consiglio a chi non l'ha ancora visto: vedere questo film per la prima volta senza averne mai sentito parlare e senza aspettarsi niente può forse sorprendere per una violenza più esplicita del solito. Ma scordatevi pure di vedere un "disturbantissimo non plus ultra dell'horror estremo", come se ne legge in giro, ché davvero non c'è nulla che non si sia già visto, e meglio, al di là e al di qua degli Urali. Preparatevi inoltre a emettere bordate di pernacchie.
Passiamo ora alla rubrica "Wikipedia sa più cose di me ma io la leggo così so più cose anch'io" e guardiamo cosa ha in serbo per noi la Pixar nei prossimi anni:
WALL-E in theaters June 27, 2008
e questo si sapeva.
Up in theaters May 29, 2009
e questo si sapeva (e guardate che carino il logo)
Toy Story 3 in theaters June 18, 2010
e fin qui ok. Ora arrivano le novità:
newt in theaters Summer 2011
Newt and Brooke live in a community college science lab and don't care for each other, yet as the last remaining blue-footed newts on the planet they are forced to mate to save the species.
Puzza di ennesimo buddy movie, stavolta tra salamandre, ma... FORCED TO MATE? Questo è interessante! Da quando in qua il punto chiave in un soggetto della Pixar sembra il titolo di uno straight-to-dvd barely legal?
The Bear and the Bow in theaters Christmas 2011
Arrivano le note dolenti. In mythical Scotland, Merida wants to be an archer. Through her actions, she unwittingly sets in motion a chain of events that involves magic and an ancient curse that affect her father's kingdom. Magari sarà anche bello, non discuto, ma considerando l'età che avrò nel 2011 ci sono forti possibilità che questa prima incursione della Pixar nel magico regno delle favole natalizie con Reese Witherspoon protagonista sarà anche il primo Pixar che non smanierò dalla voglia di vedere. Speriamo che rimanga l'unico.
Cars 2 in theaters Summer 2012
Ops. Speranza durata poco.
LA ZONA di Rodrigo Plà è un film che pone sin da subito alcune importanti questioni, tipo "a voi piacerebbe chiamarvi Plà di cognome?". A me tutto sommato sì. Si ricorda facilmente e ci si può inventare una firma carina, quasi un logo. Plà. È un cognome in scioltezza, che si può gridare stappando lo spumante o lanciando piattelli. Provate voi a gridare Angelopulos lanciando un piattello.
A parte questo, l'opera audiovisiva in questione di per sé non è affatto male; all'inizio mi pareva il classico film che si risolve interamente nel suo assunto di partenza, una roba che vederla o sentirsela raccontare è uguale. Poi per fortuna il nerbo da secco thriller -secco come un Plà- non si dissolve ma anzi si stringe, e questo senza che si perda il fortissimo pessimismo sociale, per cui la visione ne guadagna e ce ne usciamo soddisfatti. La metafora è talmente scoperta che si fa realtà cruda (un esempio su tutti: sin dall'inizio capiamo che il destino del giovane ladruncolo è segnato quando lo vediamo partecipare a Sanremo con "Ciao Amore Ciao"), e la durezza del chiarissimo apologo, non mitigato dall'allusione, è tanto più inquietante quanto più ci rendiamo conto che la situazione non è né assurda né futuribile. Un regista entra in un caffè: Plà.
EL ORFANATO di Juan Antonio Bayona è uno di quei film che se non vi è piaciuto Il Labirinto del Fauno la vostra sorella fa i bocchini. Scusate, c'ho questo inconscio che ogni tanto viene a galla. In realtà El Orfanato è un film che tocca gli stessi temi, e le stesse corde, di quel film di Guillermo Del Toro, qui produttore: la fantasia e il soprannaturale (là il fantasy, qui l'horror) come schermo che mitiga una realtà spietata, col risultato che io alla fine piango come un coglione e dico bèlo, bèlo, che bèlo che mi è piaciuto tanto. Provateci voi, a fare spavento (con una cosa come quel piano sequenza dell'un due tre stella che va difilato nell'olimpo della paura) e allo stesso tempo a rendere l'horror la patina melodrammatica -e in fin dei conti rassicurante- di una storia non soprannaturale e nerissima, e pure ottimamente congegnata. PS: Quando la vecchia fa Plà io mi son cacato addosso. Ho scritto PS ma in realtà non avevo ancora finito. Il film ha qualche caduta di tono e ci mette un po' a ingranare, e se mi chiedete se mi è garbato di più questo o Il Fauno io vi dico il Fauno, però minchia, che bello lo stesso. Hellboy 2 sarà bellissimo o no? Sarà BELLISSIMO. E comunque mi secca dover essere io a dirvelo, ma con ogni probabilità se vostra sorella ha superato i quindici anni ella FA i bocchini indipendentemente dai vostri gusti cinematografici. Se io fossi il sindaco di Roma smantellerei tutti quelli a cui non è piaciuto Il Labirinto Del Fauno e li rimonterei in periferia.
VIENNA - Pressato da una giornalista austriaca che gli faceva domande scomode sul passato turbolento del neosindaco di Roma Gianni Alemanno nel Fronte della Gioventù, il presidente del Consiglio Berlusconi ha risposto mimando l'atto di segregare la donna in un seminterrato e violentarla per 24 anni di fila.
Nel frattempo, qui, l'urologo è diventato sindaco con una maggioranza tale che Ahmadinejad, invidioso, ha fatto subito impiccare quattro suoi consiglieri politici.
AQUA TEEN HUNGER FORCE COLON MOVIE FILM FOR THEATERS di Matt Maiellaro e Dave Willis è un film d'animazione del genere assurdo-scorretto tratto da una delle migliaia di miliardi di serie TV animate assurdo-scorrette che girano oggi sulla Terra. Ve lo ricordate quando quelli di South Park, quegli STRONZI che non sono altro, prendevano in giro quelli di Family Guy accusandoli di costruire plot infilando una dietro l'altra gag casuali e scollegate? (ed è VERO, peraltro, ma non è un difetto) Bene, se Family Guy fa così, Aqua Teen Hunger Force prende una serie indefinita di scempiaggini casuali, le mette in una scodella, le frulla tutte col minipimer senza mettere alcun coperchio cosicché tutta la sbobba schizza sulle pareti ("e màgnate 'sta sbobba"), poi gratta via la sbobba dalle pareti ("e gratta via 'sta sbobba"), la dà da mangiare ad alcune scimmie, le scimmie digeriscono la sbobba e la defecano e lanciano le proprie feci su dei fogli di carta, e quella è la sceneggiatura di Aqua Teen Hunger Force Colon Movie For Theaters.
Il che non è necessariamente un difetto in sè, ma lo diviene sulla distanza del lungometraggio. Una serie di vaghe assurdità, se dura mezz'ora, ancora ancora riesce ad autosostenersi. Ma se per un'ora e venti mi mostri fatti assurdi che si svolgono in un mondo assurdo, io perdo ogni termine di paragone che mi faccia apparire l'assurdo come tale, e quindi come divertente. Mi spiego meglio: se per un'ora e venti mi mostri fatti assurdi che si svolgono in un mondo assurdo, io perdo ogni termine di paragone che mi faccia apparire l'assurdo come tale, e quindi come divertente. In realtà mi sono spiegato uguale a prima.
JESUS CAMP di Heidi Ewing e Rachel Grady è quel documentario in cui si vedono gli evangelici che indottrinano i propri figli all'adorazione incondizionata di Gesù ("who's indahouse? J.C.!", e non sto scherzando, la cantano davvero), di Bush e della guerra di religione. È ambientato in VENETO. No, scherzo (satira!): è ambientato negli Stati Uniti, one nation under God. Il documentario è alquanto allucinante per motivi ovvi (gli evangelici sono sicuri di avere la Verità e non esitano ad affermare di volerla imporre costruendo un esercito di giovanissimi traumatizzati cui viene fatto credere che, dlin dlon dlin dlon, è arrivato lo Spirito Santo! e che quindi i tuoi genitori ti odiano se non ti metti a balbettare in aramaico piangendo), ma è ancora più allucinante quando ci si rende conto che: (1) non si vede MAI nessuno spiegare ai bambini cosa effettivamente abbia detto Gesù, quale sia il suo insegnamento. Sarà un caso? Si sente solo dire VIVA DIO VIVA GESU', bambini dite VIVA DIO VIVA GESU' ripetuto come mantra all'infinito, ma se al posto di Gesù avessero messo Fiorella Pierobon sarebbe stata esattamente la stessa cosa. (2) una motivazione ricorrente è che "nei paesi Islamici (tra i quali una signora intervistata include anche Israele) indottrinano i bambini alla guerra, e mettono loro granate in mano fin dai 5 anni di età": bene, se la trovate una cosa aberrante, perché la combattete facendo la stessa cosa? Essere più telegenici e organizzare giochi di società anziché limitarsi a berciare ordini in una casupola di sterco non vuol dire avere la Verità. Che poi tra l'altro, secondo me, l'educatrice non riesce a non tradire una sorta di ammirazione quando parla dei campi di reclutamento martiri.
Ovviamente la sto facendo semplice, ma il film, pur con qualche appendice piuttosto inutile come il "contraddittorio" del presentatore radiofonico, è obiettivo e lucido quanto basta per non demonizzare gli evangelici, eppure è riuscito a mettermi addosso un'angoscia e un pessimismo per il futuro degli USA e del mondo come mi è capitato di rado.
Come è ormai tradizione, anche quest'anno Insegna Provvisoria ha già visto i film che saranno presentati in concorso a Cannes e ve li riassume in una riga (o in più righe) per non farvi spendere soldi inutilmente, ché la Croisette è molto cara.
UC MAYMUN di Nuri Bilge Ceylan
Documentario sull' Unione Calcio Maymun, squadra della C1 turca. Solo per appassionati.
LE SILENCE DE LORNA di Jean-Pierre and Luc Dardenne
La dura vita di Lorna, donna costantemente pedinata da una macchina a mano.
UN CONTE DE NOEL di Arnaud Desplechin
Come regalo di Natale, a un regista francese di scarso successo viene accettato un film in concorso a Cannes.
CHANGELING di Clint Eastwood
Un fantasy iperclassico e asciutto, visto dalla parte delle fate.
ADORATION di Atom Egoyan
A Egoyan gli garba la topa.
WALTZ WITH BASHIR di Ari Folman
Grattando il fondo del barile delle metafore sulla convivenza Israelo-Palestinese.
LA FRONTIERE DE L'AUBE di Philippe Garrel
Sei ore di Louis Garrel in bianco e nero che piscia contro il muro di una caserma all'alba, e se vi annoiate siete dei fascisti.
GOMORRA di Matteo Garrone
Remake di "Happy Together" dal punto di vista della città confinante.
24 CITY di Jia Zhangke
Proprio quando credevate che fosse di nuovo sicuro abitare in una città cinese... Più demolizioni! Più metafore di una Nazione allo sfascio! Ben 24 città fatte a brandelli! Si salvi chi può!
SYNECDOCHE, NEW YORK di Charlie Kaufman
In Italia si intitolerà: "Se mi dici nave lo sostituisco con vela".
MY MAGIC di Eric Khoo
Solitudine urbana meets realismo magico in una brulicante metropoli asiatica, scommettiamo?
LA MUJER SIN CABEZA di Lucrecia Martel
Remake femminista e low-budget di Sleepy Hollow.
SERBIS di Brillante Mendoza
Un biopic sul serpente cattivo di Robin Hood.
DELTA di Kornel Mundruczo
Quarto film della serie che il regista ungherese dedica all'alfabeto greco.
LINHA DE PASSE di Walter Salles, Daniela Thomas
La linea del titolo si fa metafora di un Brasile strappalacrime e fotografato con luci flou.
CHE di Steven Soderbergh
Soderbergh prende il vecchio film di Polanski e lo decostruisce postmodernamente, togliendogli il punto interrogativo dal titolo.
IL DIVO di Paolo Sorrentino
Un regista italiano diviene una star a Cannes grazie a movimenti di macchina sempre più supponenti. Sì, ti piacerebbe.
LEONERA di Pablo Trapero
Un filmero argentinero. "Esto es agriturismos... de noantri!"
THE PALERMO SHOOTING di Wim Wenders
Una specie di Lisbon Story con le lupare al posto dei Madredeus.
Di solito in questi casi c'è sempre uno sketch con uno che si sveglia dal coma dopo 14 anni e chiede "Ma chi è il presidente del Consiglio?" e glielo dicono e lui ride e dice "Ma allora mi ero solo addormentato un attimo". Bene. Stavolta, allo stronzo che si sveglia, facciamo vedere pure i risultati quasi definitivi delle amministrative per il sindaco di Viareggio, un'impietosa serie di cifre a cui pare si sia ispirato Pete Seeger per il testo di "Where have all the flowers gone?", con il candidato da me scelto che ha ottenuto delle percentuali che sembrerebbero basse pure a Treviso. Ché la mia unica consolazione postelettorale -no, allarghiamoci, l'unica mia consolazione politica- è sempre stata quella di vivere QUI e poter dire "È andata di merda anche stavolta, però guarda che percentuali che abbiamo fatto noi, QUI". Il dopo-elezioni è l'unico momento in cui un toscano (abitante di una città) scende dal campanile e diventa Toscano (abitante di una regione); ataviche rivalità cittadine cancellate da un'orgogliosa tradizione politica regionale da sbattere in faccia a chi toscano non è, onde potersi vantare dei risultati che i rivali di sempre, ma compagni per un giorno, hanno totalizzato alle urne: Pisa sessantadue per cento! Massa sessantacinque! Livorno settanta! Carrara settantuno!
Ovviamente, più l'interlocutore è VENETO, più l'effetto di tale vanteria regionalista è annichilente.
Bene, questo fino a oggi.
Oggi c'è l'urologo candidato sindaco di Forza Italia a dieci punti di distacco dagli altri candidati sindaci. "Una forbice di dieci punti percentuali", dicevano in TV. La forbice. L'urologo con la forbice: se non è spaventoso questo.
(Parentesi: visto che la maggior parte degli Italiani ha votato chi ha votato, credo che sia appropriato spiegare la mia precedente facezia: l'urologo con la forbice è spaventoso perché ti taglia l'uccello. Vi arriva, adesso? La capite anche voi, là in VENETO? Sì? Ai cinquanta deputati della Lega gliela spiegate voi)
(Cinquanta deputati della Lega. Sembrano i presupposti per una barzelletta tragica. Uno avvita la lampadina e gli altri quarantanove silurano i barconi di immigrati).
Insomma, si va al ballottaggio, ma ci sono tutti i segni che preannunciano una Versilia azzurra: forti venti che spirano da nord-nord-est, spaventose morie di pesci che impoveriscono il proletariato, e -come se non bastasse- il candidato sindaco della Sinistra Arcobaleno ha un albatro morto appeso al collo. Con l'urologo sulla poltrona dorata, si aprono scenari inquietanti e per me inediti: 1, e ora a me chi mi cura? 2, con che faccia posso andare ora da un lombardo, o da un siciliano, e vantarmi della mia regione d'appartenenza? Certo, posso sempre citare i risultati di Massa o di Pisa. Ma non è la stessa cosa, non avrei credibilità, sarei come Mauro Repetto che dicesse "Io sono famoso con gli 883". E ne devono passare di urologi sulle poltrone prima ch'io mostri di invidiare Pisa.
Ci han levato pure il colore dalla regione. Ah ma la prossima volta si fan votare anche i cinesi di Prato, ve lo dico io, che con tutti i cinesi che c'è a Prato, tra cinqu'anni, vince MAO. E si fa l'olimpiadi a Livorno. E i VENETI non s'invitano. Tanto il TIRO AL NEGRO non è specialità olimpica.
Nel frattempo, forse è il caso di tornare nel coma, alimentandoci di quell'illusione che da lustri ci fa tirare avanti, batosta dopo batosta. "Rialzatevi, Italiani!". Eh, ma mica tutti insieme, cazzo.
We couldn't.
Non voglio fare quello che dice ve l'avevo detto, ma già in Kung Fusion -che pure era bellissimo, per carità- le avvisaglie di occidentalizzazione mi eran già parse piuttosto chiare: nei ritmi, nella storia meno dispersiva, nell'umorismo meno verbale. Il che non era necessariamente un male, anzi: quel film non sarà il suo più divertente ma è probabilmente il più bello, coi soldi della Columbia a giovare su tutti i fronti. Col nuovo CJ7 questo processo di hollywoodizzazione sembra compiuto. E con lui, ahimè, si compie anche lo svilimento creativo (o appiattimento servile, a seconda di come vogliamo chiamarlo) di Stephen Chow. Si salva proprio poco in questa storiella risaputa e frettolosa, troppo sdolcinata per essere davvero divertente, troppo inconsistente per essere davvero commovente. Certo, si ride in più di un'occasione, ma è proprio il minimo sindacale (non concepisco la possibilità di un film di Chow in cui NON SI RIDE MAI, sarebbe come un film con Natalie Portman in cui la fantasia dello spettatore non corre). Un paio di scene da salvare, quel suo bel gusto visivo, ma bisogna avere l'onestà di ammettere che se si levasse Chow e si mettesse Adam Sandler, questo film qui la brigata cinefila internettiana non se lo inculerebbe nemmen di striscio, e avrebbe pure ragione; questa commedia dei buonissimi sentimenti con qualche gag scorretta (la cacca) e una creaturina adorabile che fa i disastri. Lo ripeto? Sembra una commedia con Adam Sandler, giusto diretta da uno più bravo della media. Lo riformulo? Undici anni fa la sceneggiatura di CJ7 l'avrebbero subito passata a Robin Williams. E già allora sarebbe sembrata povera d'idee. Ma poi, che dico? È successo davvero! Era FLUBBER. Qui magari esagero o magari no, ma CJ7 fa un effetto simile al Pinocchio di Benigni, con l'autore che fa i salti mortali per compiacere il Grande Mercato Americano, consapevole che qui o la va o la spacca, o si conferma il botto o si torna a casa, quindi diamo un colpo al cerchio e due alla botte, uno al cerchio e tre alla botte, poi altri tre alla botte, poi sbagliamo tutti i calcoli e produciamo un palese abortino che scontenta tutti. Chow è ovviamente meno sbracato di Benigni ma l'effetto è davvero simile. Lo spettatore medio americano, che già si stava allarmando per un nuovo muso giallo sul radar dell'hype, scrolla la testa, ordina un king-size di popcorn, e chiede due biglietti per Meet The Spartans.
Dai, Ste. Torna a casa. Due miliardi di adoranti spettatori ti aspettano. Pensa a loro. Togli quei titoli di testa bilingui, mettiti l'animo in pace. Il tuo posto non è là.
"You're the quiet one, so shut the fuck UP"

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Eros
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La Fabbrica di Cioccolato
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Fascisti su Marte
Ferro 3
Fetish Sora
I Figli degli Uomini
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La Foresta dei Pugnali Volanti
I Fratelli Grimm
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Futurama: Bender's Big Score
Il Gigante di Ferro
Giù per il Tubo
Glory to the Filmmaker!
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Grindhouse - Planet Terror
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La Guerra di Charlie Wilson
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A History of Violence
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If You Were Me
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Gli Incredibili
Infernal Affairs II
INLAND EMPIRE
Innocence
Innocent Steps
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Io Non Sono Qui
Izo
Jesus is Magic
Jindabyne
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Judgement
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Kairo
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King Kong
Kung Fusion
Il Labirinto del Fauno
Lady in the Water
Lady Vendetta (1)
Lady Vendetta (2)
La Leggenda di Beowulf
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Lettere da Iwo Jima
Linda Linda Linda
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Le Luci della Sera
Una Lunga Domenica di Passioni
Lussuria
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Madagascar
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La Marcia dei Pinguini
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Marie Antoinette
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Il Matrimonio di Tuya
Me and You and Everyone We Know
Memories of Matsuko
Memories of Murder
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The Moon is the Sun's Dream
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Naboer
Natale in India
Nella Valle di Elah
The New World
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Nightwatching
The Nines
La Noche de los Girasoles
Non è un Paese per Vecchi
Non Pensarci
Nove Regine
Nuovomondo
Occupato!
Ocean's Thirteen
Ogni Cosa è Illuminata
OldBoy
Once Upon a Time in China II
Onora il Padre e la Madre
Opera Jawa
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Paprika
Paranoid Park
La Parola ai Giurati
Perhaps Love
Persepolis
Il Petroliere
Pink Flamingos
Pirati dei Caraibi - Ai Confini del Mondo
Pirati dei Caraibi - La Maledizione del Forziere Fantasma
The President's Last Bang
The Prestige
Primi sulla Luna
The Producers
Project Sigma
La Promessa dell'Assassino
The Queen
The Quiet Family
I Racconti di Terramare
La Ragazza del Lago
Le Ragioni dell'Aragosta
Ratatouille
Re-Animator
Redacted
Red Road
The Red Shoes
Retribution
Ricky Bobby
The Ring 2
Robots
Romance & Cigarettes
Romanzo Criminale
Rubber's Lover
Rules of Dating
La Samaritana
Sbamm!
Lo Scafandro e la Farfalla
Scoop
I Segreti di Brokeback Mountain
Sette Ore di Violenza per una Soluzione Imprevista
Severance
Shortbus (1)
Shortbus (2)
Shrek 2
Sicko
Sideways
I Simpson - Il Film
Sin City
Sleuth
Soap
Soffio
Sogni e Delitti
Il Sole
Solo un Bacio per Favore
Spiderman 3
La Spina del Diavolo
Star Wars ep.III
Staub
Steamboy
Still Life
Sügisball
Sunshine
Super Nacho
Super Size Me
Sweeney Todd
Sword in the Moon
Taegukgi
Takeshi's
Taurus
Taxidermia
Team America
Tennen Kokekko
This is Spinal Tap
Three Extremes
Throw Down
THX 1138
Tideland
Time
Transformers
Tras el Cristal
Il Treno per il Darjeeling
Trio
Tristram Shandy: a Cock and Bull Story
Tutta la Vita Davanti
Tutti Defunti Tranne i Morti
L'Ultimo Re di Scozia
L'Uomo di Vetro
Vero Come la Finzione
Le Vite degli Altri
Vokaldy Paralelder
La Voltapagine
Waitress
Wallace & Gromit: la Maledizione del Coniglio Mannaro
Welcome to Dongmakgol
Whisky
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Yokai Daisenso
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Zero Woman Red Handcuffs
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Anteprime Venezia 2007
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Come Diventare Kusturica
Come Diventare Oshii
Come Diventare Wong
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Classificone 2005
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